Il burro è l'esempio perfetto in cucina di quanto un ingrediente possa fare la differenza quasi in tutte le preparazioni; nella pasticceria, poi, è "L' Ingrediente", insostituibile quindi. Conosciamo tutti la famosa frase di Julia Child, quell'unico e inimitabile sapore indefinito, che solo il burro conferisce alle pietanze, e la pasta frolla in pasticceria ne è l'esempio perfetto.
Tutte le varianti con olio, senza burro, o con altri ingredienti in sostituzione, sono per me delle tristi brutte copie, delle opere malriuscite. A questo punto meglio non mangiarne, ma se si decide di farlo, che sia fatto per bene: con Sua Maestà il Burro.
La variante nella pasta frolla con cui mi piace giocare sono, invece, i differenti zuccheri, le farine e la frutta secca. Qui la fa da padrone la mandorla, il pistacchio e una farina biologica macinata a pietra dura, che non essendo bianca, conferisce alla torta un delizioso colore beige, che in cottura diventa un croccante marrone da sgranocchiare. Anche l'occhio...
Detto questo purtroppo in Italia il burro di buona qualità non si trova e anche il suo sapore lascia molto a desiderare. Da sempre ho utilizzato un burro tedesco o danese, senza sapere il perché, ma il mio palato (oltre l'olfatto) sentiva l'enorme differenza rispetto al burro italiano, oltre al fatto che la sua applicazione nella pasticceria aveva un risultato nettamente superiore. Successivamente girovagando tra vari siti sono felicemente incappata nel Blog di Dario Bressanini Scienza in cucina, che da allora è un mio punto di riferimento fisso, dove ho trovato tutte le spiegazioni necessarie e ne ho scoperto il motivo. La "colpa" è da attribuire al Parmigiano Reggiano. E che c'entra il Parmigiano Reggiano con il burro? C'entra parecchio perchè " il latte fresco appena munto nei paesi nordeuropei viene smistato nei grandi centri di raccolta e destinato alla produzione di ciò che in quel momento è più richiesto, latte burro panna formaggi. Lì la sequenza logica di produzione quindi è latte-burro-formaggi. Il burro italiano invece è un burro da affioramento, che ha una qualità inferiore rispetto a quello di centrifuga; intanto perché le condizioni con cui viene trattata la crema non sono ottimali, si inacidisce perché il processo di affioramento è troppo lento ed effettuato a temperature elevate con proliferazione di microorganismi indesiderati, che non permette una produzione di burro di alta qualità. In Italia non si usa la centrifuga per una motivazione economica seria: la produzione di burro è fortemente condizionata dalla produzione del Parmigiano, che utilizza latte parzialmente scremato per affioramento della crema. Di qui il burro italiano è praticamente un sottoprodotto della produzione del Grana o del Parmigiano. Quindi la sequenza italiana è, di fatto, latte-formaggio-burro. Purtroppo le etichette non riportano mai il metodo di produzione, quindi dobbiamo affidarci al naso e al palato.
E ora, se non vi siete stancati, ecco la ricetta
Ingredienti per una tortiera di 26 cm con bordi alti
- 200 g di zucchero di canna
- 250 g di burro ammorbidito
- 200 g di farina biologica macinata a pietra (o quella che preferite per i vostri esperimenti)
- 150 g di mandorle spellate
- 150 g di pistacchi
- 80 g di tuorlo d'uovo
- la buccia di un limone biologico grattata
- 2 g di sale
- marmellata di visciole
- arance - mandarini - kiwi - banana
- 1 foglio e mezzo di colla di pesce
- 1 cucchiaio di gelatina di albicocche
Procedimento:
1. Riducete in farina non troppo fine, la frutta secca con un cucchiaio dello zucchero, dopo averla messa in freezer per un paio di minuti (evita che rilasci gli olii contenuti).
2. Mescolate velocemente tutti gli ingredienti, inserendo da ultimo la farina, a mano o in planetaria con foglia. Appiattite l'impasto tra due fogli di carta da forno e fate riposare 10 minuti in freezer, o se avete tempo 1 ora in frigorifero.
3. Imburrate l'interno della tortiera e ricoprite il fondo con un disco di carta da forno. Foderatela con l'impasto, tolto dal freezer e lavorato per qualche minuti, per "snervarlo", renderlo di nuovo plastico. Bucherellate il fondo e versate la marmellata di visciole. Infornate a 190°C per circa 45 minuti. Sfornate e lasciate intiepidire.
4. Nel frattempo pulite al vivo gli agrumi, e sbucciate il resto della frutta. Disponetela a cerchi concentrici sulla base della torta. Ammorbidite i fogli di gelatina in acqua fredda e scioglieteli su fuoco dolce con un cucchiaio di acqua e un cucchiaio di gelatina di albicocche. Spennellate il composto su tutta la crostata fino ai bordi e servite.
Con questa ricetta partecipo al Contest di Buhbuhbutter Ricette a tutto Butter




Un post sul burro!? Sembra fatto apposta per me! Adoro i dolci burrosi e la frolla è la pasta che più preferisco in assoluto! E le crostate alla frutta poi... slurp!!!
RispondiEliminaanche io sono burro-dipendente cara Claudia. :)))
Eliminameriteresti di vincere il contest per il solo fatto che hai dato un'ottima lezione sul burro, cosa che io non conoscevo a questi livelli.
RispondiEliminaGrazie mille e complimenti per questa golosa crostata!
Un bacio :)
:)) grazie Clà!
EliminaInformazioni veramente preziose e interessanti: non avevo idea di queste differenze tra i vari metodi di produzione. Grazie per la delucidazione
RispondiEliminasì è una storia interessante, anche io ne sono rimasta molto sorpresa quando l'ho scoperta ed è come un'urgenza doverla condividere. a presto:))
EliminaSe non c'è il burro, non chiamatela pasta frolla!!! Pienamente d'accordo. Grazie per le preziose informazioni che hai dato, e... questa crostata è una favola.
RispondiEliminaEsattamente Maria Grazia!!!
EliminaMi hai fatto ridere con “è colpa del Parmigiano”! Però è vero, il burro danese o bavarese dà risultati nettamente migliori in quelle preparazioni che richiedono una dose elevata di burro. Me ne sono resa conto con i miei primi croissants.
RispondiEliminala tua frolla con mandorle e pistacchi è da svenimento già da sola, la crostata è a dir poco divina :) Un bacione, buon we
P.S. so che non è vera frolla, ma a me anche quella con l’olio piace parecchio e in alcuni casi la preferisco. Ora vado in ginocchio sui ceci dietro la lavagna :))
noooo il mio pulcinetto mai dietro al lavagna mi fai morire! un bacio grande!
EliminaGià, colpa del parmigiano. E io spesso, infatti, il burro me lo faccio da me quando mi serve davvero "buono". Ci hai mai provato? :)
RispondiEliminano Teresa ho timore dell'insalubrità, di sviluppare microrganismi fastidiosi se non nocivi; compro il Lurpak generalmente o il Buttermilch tedesco bio. :))
EliminaCiao, Monica, eccomi a ricambiare la tua gradita visita. Anch'io trovo ci sia una differenza di sapore abissale tra il burro italiano (salvo pochissime eccezioni) e quello francese, danese o tedesco. Fortunatamente riesco a trovare con relativa facilita' il burro d'Isigny e , piu' comunemente, il Lurpak.
RispondiEliminaA presto
E' vero c'è burro e burro! :) Bellissima la tua spiegazione :) Un baio cara...a presto!
RispondiEliminaInteressante le informazioni sul burro italiano.
RispondiEliminaAdoro le crostate, mi piace la tua frolla con mandorle e pistacchi.
interessante il tuo post!! complimenti e bellisima la crostata ^_^
RispondiEliminaciao Monica, anch'io frequento quel sito, ma il post sul burro mi era proprio sfuggito. Ecco spiegato l'arcano, dunque.
RispondiEliminaAnche per me la frolla e le torte devono contenere burro... salvo poi comunque sostituire con olio per le versioni casalinghe anti-colesterolo (perché è vero che il sapore conta... ma anche le arterie hanno il loro bel peso...). Insomma, a volte bisogna scendere a compromessi.
Però la tua torta è bella e speciale, col sapore arricchito da farine e zuccheri particolarmente aromatici.
Grazie per le parole che mi hai scritto, i tuoi complimenti sono davvero graditi. Un abbraccio e a presto
meravigliaaaa ne manderei un paio di fetteeee
RispondiEliminama pensa che mi ero sempre chiesto xkè il burro tedesco fosse pèiù buono!!!
RispondiEliminaParole sante Monica: la pasta frolla è il burro!!!! Anche a me piace giocare con farine "alternative" e zucchero..questa torta é di sicuro buonissima!!! Mi è venuta voglia di fare una crostata!!!!!
RispondiEliminaMai fatta la frolla con lo zucchero di canna...devo rimediare assolutamente!
RispondiEliminaQusta crostata e squisita e quell'alzatina è un adelizia!
un bacio tesoro e buona settimana!
Alice
Il burro conferisce un profumo e un sapore incredibile alle preparazioni dolci. Nessun altro prodotto lo può sostituire donando altrettanta bontà al risultato finale.
RispondiEliminaComplimenti per la bellissima crostata. Un modo perfetto per usare il burro... :-)
grazie Ilaria è vero quello che dici concordo.:))
EliminaCiao! Complimenti per il tuo bel blog! Sei bravissima! E complimenti per le tue partecipazioni in tv..
RispondiEliminaMi unisco molto volentieri ai tuoi lettori!
Se ti va, mi farebbe piacere venissi a trovarmi:
www.dolcebenessere.com
sono una dolciaria!
Grazie mille..
un bacio!
E' vero il burro non è da demonizzare! Questa crostata è fantastica e chissà che profumo!!
RispondiEliminase ti va da me c'è un premio che ti aspetta!
un bacio
laura